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Lettera di un Volontario

Lettera di un Volontario

Era il 1996 quando ho deciso di entrare in Croce Azzurra, mia sorella prestava gia servizio da un paio di anni…
Ero curioso… mi raccontava di quello che facevano, dei servizi, dell’impegno richiesto e qualche volta era andato in sede con lei per vedere una partita di calcio in televisione o per partecipare a qualche gita organizzata dai volontari.

E’ cominciato tutto così, per curiosità, insieme alla voglia di mettersi in discussione, poi l’iscrizione, il corso, l’addestramento con le sue difficoltà… ricordo ancora la prima uscita, codice giallo, un’insufficienza respiratoria, un po’ come il primo amore che non si scorda mai, ma quello è il battesimo del fuoco per un volontario, è il momento in cui comprendi se sei in grado di fare o meno il soccorritore perché ti confronti con la realtà e metti in pratica quanto appreso nei mesi di corso e affiancamento.

L’equipaggio che sale in ambulanza, il capo servizio che detta i tempi e il materiale da utilizzare, l’arrivo in posto, le comunicazioni con la centrale operativa, il paziente caricato in ambulanza per portarlo all’ospedale, poi il rientro in sede… a volte in silenzio, a volte ridendo e scherzando…

Ormai da 20 anni è così… e ogni volta che indosso la tutta arancione e monto di servizio è come se fosse la prima volta con i dubbi e le paure che ognuno porta con se, ma con una consapevolezza maggiore nei propri mezzi e capacità cresciuta col passare degli anni e dell’esperienza.

Alcuni ci definiscono eroi, altri degli esaltati, altri ancora dei pazzi perché non riceviamo ricompense, ma non siamo ne gli uni, ne gli altri, siamo persone normalissime, combattenti come tutti nella vita quotidiana, ma con la voglia di dare un po’ del nostro tempo libero per qualcosa che non sia fine a se stessa, ma che sia anche utile alla comunità in cui viviamo, dove un semplice grazie ci riempie di orgoglio e ci da la forza e la voglia per continuare a volte anche tra mille difficoltà personali.
So che questa è una parentesi della mia vita che prima o poi finirà, ma una volta terminata, potrò voltarmi indietro e dire che ho fatto qualcosa non solo per me stesso, ma soprattutto per la società in cui vivo cercando di migliorarla ogni giorno.

A te che sei arrivato in fondo a questa lettera infine chiedo: “perché non provi?”
In fondo è semplice… basta un po’ di curiosità e voglia di mettersi in discussione… ;)

Antonio

Trentennale Croce Azzurra Rovellasca